Nè eterosessuale, nè omosessuale, nè bisessuale. Cos’e il sesso fluido?

 
L’espressione con cui classicamente si parla dei nostri interessi erotici si definisce orientamento sessuale. Ci hanno insegnato che se ci piacciono persone del sesso opposto al nostro siamo eterosessuali e se ci piacciono persone del nostro stesso sesso siamo omosessuali.
Fino a qui tutto chiaro, ma se fossimo attratti dalle persone in generale, a prescindere dal loro sesso, allora come dovremmo definirci?
I millennials sembrano essere poco interessati all’argomento sesso (così come abbiamo visto nell’articolo a loro dedicato) ma quando si pongono il problema, per loro è tutto più semplice di quanto non fosse per noi.
Gli adolescenti di oggi vivono con grande tranquillità qualunque tipo di orientamento sessuale, fosse anche la sessualità fluida. Sempre più spesso infatti i giovani sperimentano senza nessun tipo di timore per il giudizio ed il pensiero altrui, tanto che il 50% dei giovani non si ritiene etero, ed il 35% degli etero non esclude avrà prima o poi un rapporto omosessuale.
Per sesso fluido si intende essere liberi di sperimentare, andare dove il desiderio del momento porta, senza definizioni, senza orientamenti sessuali, senza definizione di genere. Svegliarsi e decidere di non avere un identità sessuale, un pan-erotismo in tutto e per tutto.
La bisessualità invece è una definizione, una categoria che non è mai piaciuta un granchè, qualcosa che si è sempre pensato fosse una scelta di comodo (per gay poco coraggiosi) e che è stata anche frutto di grandi bufale.

Tutti abbiamo avuto in compagnia la bisex che limonava le ragazze e nel 95% dei casi lo faceva per compiacere ed eccitare i maschi e non per un reale piacere.
E’ anche grazie a queste persone che si è considerato la bisessualità come una macchietta e non un vero e proprio orientamento sessuale.
Le propensioni sessuali femminili sono senza dubbio più morbide rispetto a quelle degli uomini, siano esse conseguenza di fattori sociali, culturali o di desiderio sessuale, pare che il termine sessualità fluida sia stato coniato proprio a seguito di uno studio su donne.
Compiere una scelta di genere non è semplice, si tratta di definire quello che la gente si aspetta da te e allora perchè limitarsi ad una sessualità mono-genere se si possono lasciare aperte delle porte?
Analizzando delle interviste realizzate su un campione di 100 donne nell’arco temporale di 5 anni, emerge che i due terzi delle intervistate cambiano la definizione della propria identità sessuale , prediligendo il non-definirsi.
Allora perchè non pensare di far parte di un non-orientamento sessuale, dichiarare apertamente, io non mi oriento e non voglio orientarmi.

Diversi studi hanno dimostrato che moltissimi giovani adolescenti non sono in grado di definire la propria sessualità, e preferiscono definirsi liquidi.

Viviamo in una società molto più aperta verso il diverso ed i giovani d’oggi sono nati in un mondo dove è più semplice comunicare e la sperimentazione è diventata un elemento normale nella crescita dell’ identità di genere e del gusto sessuale.
Esiste anche chi sostiene che questo libertinaggio stia confondendo i giovani che si sentono spinti in quella direzione in una sorta di propaganda omosessuale, dove non solo essere gay è accettato, ma quasi bisogna fare un tentativo.
Grazie alle mode e all’apertura della società d’oggi sull’argomento, molti credono che in realtà tutti siano sessualmente fluidi e non vogliano ammetterlo, per colpa del pregiudizio e delle convenzioni sociali che hanno portato ad auto-limitarsi.
Diciamo allora che questa promiscuità aiuta i giovani a comprendere quale sia il proprio orientamento senza fretta, senza imposizioni e pressioni; ma abbiamo davvero bisogno di avere dei periodi stile ‘ndo cojo cojo per capire cosa ci piace?

 

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